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L’alimentazione nella prevenzione dei tumori

La parola “prevenzione” è, da tempo, parte integrante del linguaggio comune ed è caratterizzata dal suo contributo nell’ambito della promozione della salute, intesa come condizione dinamica di benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente come uno stato di assenza di malattia. Gli interventi che meglio definiscono l’attività di prevenzione sono rivolti alla popolazione e all’ambiente di vita e di lavoro, per impedire l’insorgenza e la progressione delle malattie.

Risulta utile differenziare per significato tre tipi di prevenzione:

  • Prevenzione primaria;
  • Prevenzione secondaria;
  • Prevenzione terziaria.

La prevenzione primaria consiste nell’individuazione dei fattori di rischio che possono generare l’insorgenza della malattia e nella loro riduzione o eliminazione. I fattori di rischio sono gli elementi che possono favorire l’insorgenza di malattie, come ad esempio componenti genetiche, ambientali, fattori nocivi negli ambienti di lavoro o stili di vita errati. È possibile attuare la prevenzione primaria attraverso l’educazione sanitaria e una corretta informazione.

La prevenzione secondaria consente l’identificazione di una malattia in fase iniziale o di una condizione particolarmente a rischio, seguita da un immediato intervento terapeutico per interromperne o comunque rallentarne il decorso. La prevenzione secondaria può essere attuata attraverso screening ad elevata sensibilità e specificità. Lo screening può essere selettivo o di massa: il selettivo è rivolto ad una particolare categoria di individui a rischio, mentre quello di massa riguarda l’intera popolazione esposta al rischio e si esegue quando l’incidenza della malattia da prevenire è elevata (es. carcinoma della mammella). L’esame di screening deve necessariamente essere rapido, sicuro, poco costoso e ben accetto dai soggetti da esaminare.

La prevenzione terziaria interviene sulle complicanze di una malattia già in atto ed irreversibile, mediante l’attuazione di tutte le misure di ordine medico, sociale e psicologico, atte a ridurre danni ed invalidità.

È risaputo come la prevenzione in ambito oncologico sia particolarmente correlata allo stile di vita adottato dal soggetto, all’ambiente in cui si vive e all’alimentazione.

Recentemente, l’American Cancer Society (ACS – https://www.cancer.org) ha pubblicato le nuove raccomandazioni da seguire per la prevenzione dei tumori. In particolare, viene sottolineata l’importanza del peso corporeo, in quanto è importante mantenere un peso nei limiti della normalità poiché è stata dimostrata una relazione tra la condizione di sovrappeso e diversi tipi di tumori. Tra i principali fattori determinanti un aumento di peso ritroviamo l’assunzione di bevande zuccherate, una dieta ricca di zuccheri aggiunti, alimenti animali e grassi e il cosiddetto “fast food”. L’adozione di un adeguato regime alimentare e la relativa perdita di peso nei soggetti in sovrappeso, inoltre, apporta dei benefici nel campo della prevenzione delle patologie cardiovascolari e del diabete. Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’obesità rappresenti una causa primaria di cancro. All’interno del tessuto adiposo non sono presenti solamente gli adipociti (cellule adipose deputate all’immagazzinamento dell’energia), ma anche cellule facenti parte del sistema immunitario, le quali, in condizioni di obesità o sovrappeso, risultano disorientate, impedendo il corretto verificarsi della risposta immunitaria.

L’attività fisica risulta direttamente correlata con il mantenimento o il raggiungimento del peso corporeo ideale, con il miglioramento della circolazione sanguigna, dell’attività cardiaca e polmonare e della motilità intestinale, nonché nella prevenzione di alcune patologie che potrebbero aumentare il rischio di tumore. L’American Cancer Society (ACS) consiglia per gli adulti lo svolgimento da 150 a 300 minuti di attività fisica moderata a settimana, mentre per i bambini e gli adolescenti si raccomanda almeno un’ora al giorno di attività moderata.

Tra le raccomandazioni dell’ACS, sono indicati anche i cibi da privilegiare per la prevenzione dei tumori:

  • Verdure;
  • Legumi, ricchi di fibra;
  • Frutta;
  • Frutta secca (in particolare noci, mandorle e nocciole);
  • Cereali integrali.

Tra i cibi da assumere con moderazione vengono indicati: carni rosse o conservate, bevande zuccherate, alimenti processati o trasformati, cereali raffinati e derivati (pane, biscotti, pasta, ecc.). Nelle linee guida ACS viene posta particolare attenzione all’alcol, con la raccomandazione di non consumare bevande alcoliche o comunque non più di una porzione al giorno (un bicchiere di vino per le donne e due per gli uomini).

Per la prevenzione dei tumori, quindi, è di fondamentale importanza porre attenzione verso tutti quei fattori di rischio modificabili e non modificabili, come l’età, le abitudini sbagliate, il patrimonio genetico, le condizioni di salute e l’ambiente circostante. L’età e il patrimonio genetico rientrano nella categoria dei fattori di rischio non modificabili: questo non significa che un individuo in età avanzata o consapevole (previo test genetico diagnostico) di possedere una certa familiarità per un tipo di tumore, svilupperà quella patologia tumorale nel corso della sua vita. Attraverso delle campagne di sensibilizzazione, un’adeguata comunicazione sanitaria è in grado di fornire al soggetto con fattori di rischio non modificabili le basi per la conoscenza delle conseguenze derivanti da un’associazione con altri fattori di rischio modificabili, come il fumo di sigaretta, il consumo di alcol, un uso spropositato di farmaci, l’assunzione di sostanze stupefacenti, un’alimentazione sbagliata, l’esposizione ad agenti biologici, radiazioni o inquinanti.

In conclusione, le linee guida ACS sottolineano il ruolo centrale degli alimenti vegetali (frutta, verdura, frutta secca, cereali integrali, legumi) nella nostra alimentazione per la prevenzione dei tumori. Unitamente ad un’alimentazione sana ed equilibrata, si raccomanda di raddoppiare il tempo che si dedica all’attività fisica, rispetto alle indicazioni degli anni precedenti, alla luce delle recenti scoperte sul “movimento” come fattore di prevenzione oncologica.

SARDEGNA NUTRIZIONE SANA

Dott.ssa Michela Deriu

Sono una Biologa abilitata all’esercizio della Professione. Mi sono laureata in Scienze Biologiche (L-13) presso l’Università degli Studi di Sassari e ho proseguito poi i miei studi nella stessa Università, conseguendo la Laurea Magistrale in Biologia Sperimentale ed Applicata (LM-6). Per approfondire le tematiche nel campo della sicurezza alimentare, ho seguito il corso di aggiornamento professionale “Il Consulente per l’Igiene degli Alimenti e Gestione del Sistema HACCP”. Seguo costantemente Corsi di Aggiornamento per approfondire varie tematiche legate all’alimentazione. Sono esperta in Nutrizione, e questa mia passione per l’alimentazione sana ed equilibrata mi ha spinta alla scoperta dei segreti sulle pietanze maggiormente presenti sulle tavole in Sardegna. Vi chiederete il motivo per cui mi riferisco in maniera specifica alla Sardegna… Inutile dire “perché è la mia isola”! Prendo in considerazione la Sardegna perché è una delle regioni più longeve al mondo, con un record di ultracentenari non indifferente, quasi impossibile da trovare nel resto d’Italia. I segreti di questo “elisir di lunga vita” sono da ricercare, sicuramente, in diversi fattori, come quello genetico in primis, ma senza dimenticare quello ambientale e di natura ALIMENTARE.